lunedì, 24 aprile 2006

 Questo week end sono andata al mare con Ry e Giò.

Siamo andati spesso in questo posto e ogni volta l'alba e il tramonto mi sorprendono, qui.

Siamo quasi a maggio ed il “sole ha una sua inclinazione” propria del periodo. In questo luogo, sorge dal mare e tramonta dietro una collina, ma ad ogni week end si avvicina sempre più il momento in cui sparirà dietro il mare.

Nasce dal mare e tramonta sul mare. Il massimo delle ore di luce e della bellezza.

Ieri abbiamo fatto un tour de force bellissimo io e Ry. Ore 9,30 sotto il sole. Ore 12 stop. Di nuovo alle 14,30 fino alle 17,30 a deliziarci sotto il sole caldo ma non troppo, di fine aprile. L'acqua era invitante, ma fredda e solo gli uomini, audaci, si sono tuffati per qualche minuto. E' bello appisolarsi sotto il sole primaverile. Ogni tanto apro gli occhi smuovendomi dal torpore dolcissimo che mi avvolge e guardo di sbieco l'orizzonte netto a pancia sotto. Ry, rilassata nel suo costume nuovo, prende i sassolini lasciandoli cadere dalla mano. Un cane, forse un labrador, si tuffa e nuota, poi scodinzolando corre sul bagnasciuga verso i suoi padroni. Ci spalmiamo la crema profumata e di nuovo giù untuosamente felici e mollemente serene.

E' a questo punto che io spesso domando a Ry “cosa vogliamo di più dalla vita”? Lei mi guarda, ride e mi risponde “ma vero, cosa vogliamo di più?”.

Andiamo via al tramonto sul nostro camper, gli uomini davanti e noi dietro, io guardo il paesaggio lei legge Focus. Stiamo in silenzio. La pelle appena arrossata da una giornata di sole. Io prendo uno specchietto e mi guardo. “Ry mi sono abbronzata?”. “Un pochino, sì” mi risponde lei. “Ed io?”Sì, un pochino anche tu”. Soddisfatte, riprendiamo le nostre silenziose attività. L'una accanto all'altra.

 

postato da: lofoten alle ore 07:40 | link | commenti (12)
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venerdì, 21 aprile 2006

 

 "Now I Lay Me Down to Sleep"

Ho letto che in America un gruppo di fotografi di grido, ha fondato una specie di associazione no profit. Nasce da un'esigenza particolare dei genitori che sanno che perderanno il loro bimbo appena venuto alla luce. Nel dramma, riescono a trovare un po' di conforto vedendo in rete le foto dei loro figli e quelle degli altri bambini, ritratti prima della loro precoce morte. Sono tutte foto in bianco e nero, scattate da mano d'artista. Una manina, un piede minuscolo, un viso, un sorriso, una carezza. Non c'è retorica in questo, né facile sentimentalismo.

Sono rimasta stupefatta da tanta dolcezza che queste foto mi hanno saputo trasmettere toccando questo orrendo tabù che è la morte di un bambino.

Vi porgo l'articolo di Fulvio Scaparro tratto dal Corriere della Sera.


Una foto contro il dolore del bimbo perduto

L’iniziativa Usa Now I Lay Me Down to Sleep aiuta le famiglie che sanno di perdere i piccoli appena nati. In rete i ricordi dei loro cari


Sono trascorse appena quattro settimane da quando la loro bambina, Hailey, affetta da una grave deficienza enzimatica, se ne è andata all’età di soli tre mesi. Eppure i genitori riescono a guardare con intensa commozione ma senza piangere la foto della loro piccola che compare sullo schermo del computer. L’immagine è stata scattata prima della sua morte da uno dei grandi fotografi che prestano la loro opera gratuita per uno straordinario progetto: Now I Lay Me Down to Sleep, Adesso mi metto a dormire ((sul web www.nowilaymedowntosleep.com). L’idea di fare fissare da professionisti le immagini dei bambini affetti da malattie inesorabili è stata accolta con grande favore dai genitori degli Stati Uniti e del Canada, come dimostrano le innumerevoli testimonianze delle famiglie colpite così gravemente, tutte concordi nel dichiarare di averne ricavato grande beneficio. Non è difficile prevedere che l’iniziativa prenderà piede altrove nel mondo, ovunque ci saranno fotografi che metteranno generosamente la loro arte a disposizione di chi già conserva nel cuore il ricordo dei bimbi scomparsi ma desidera anche rivederne l’immagine attraverso foto tecnicamente impeccabili. Occorrerà certo vigilare affinché una bella idea non diventi un business, possibilità da non escludere ogni volta che siamo in presenza di bambini e di sofferenza.

L’iniziativa di ‘Now I Lay Me Down to Sleep’ è nata da padri e madri che hanno subìto la perdita dei loro figli e sanno bene cosa questo significhi. Sanno soprattutto quanto sia stato benefico per loro e per altri genitori nelle stesse condizioni che l’immagine dei bambini in braccio a papà e mamma venga conservata nell’immenso archivio della Rete. Sostengono, a ragione, che “non esiste un piede così piccolo da non lasciare un’impronta in questo mondo”. “Bambini terminali” come “Bambini morti” sono espressioni inaccettabili, veri e propri ossimori perchè associazione due termini contraddittori come vita e morte. Nulla può consolare la perdita di una giovane vita ma ci sono molti modi per attenuare il dolore. Mantenere vivo il ricordo è uno di questi modi che l’umanità ha selezionato come efficace. Nell’antichità venivano messi i giocattoli preferiti dei bambini nelle loro tombe. Oggi ne fissiamo l’immagine in Rete. Cambiano i modi del ricordare ma la sostanza è immutata.

Nell'epilogo de I fratelli Karamazov, Fedor Dostoevskij fa dire a uno dei suoi personaggi che non c'è nulla di più elevato, di più forte, di più sano e di più utile nella vita che un bel ricordo: «Se un uomo riesce a raccogliere molti di questi ricordi per portarli con sé nella vita, egli è salvo per sempre. E anche se uno solo di questi bei ricordi rimane con noi, nel nostro cuore, anche quello solo può essere un giorno la nostra salvezza».

postato da: lofoten alle ore 11:07 | link | commenti
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giovedì, 20 aprile 2006

Di solito qui siamo in quattro. Ma vuoi per le ferie, malattie varie più o meno reali ed altre amenità simili, è da qualche giorno che mi ritrovo sola solina in ufficio.

Ma non mi demoralizzo. Metto da parte il lavoro cartaceo e mi do anima e corpo a quello informatico. Ovvero trasposizione su word del diario manoscritto degli ultimi viaggi a partire dal 2000. Ahahahaha...che vi immaginavate? Che mi mettevo a lavorare approfittando della calma e della solitudine? Giammai! Anzi sono stra felice di non avere occhi spioni e rumori di tacchetti della “maestrina” che veloce veloce saetta tra libri, carte e scrivanie. Sale e scende, scende e sale e produce. Sarebbe ottima per un'azienda privata. Ogni tanto chiudo word e lavoro. Un prestito...un utente che vuole notizie su un monumento...il telefono che squilla...Ancora aspetto la risposta di un parroco al quale abbiamo donato, dietro sua umile richiesta, una paccottiglia di libri inverosimili per l'allestimento della sua biblioteca parrocchiale. Della serie finalmente ci possiamo liberare di queste orripilanti pubblicazioni che a loro volta ci erano state donate da un illustre istituto genovese. Ho omesso per pietà La nuova cartella sanitaria del 1964, recentissima e quanto mai attuale opera fondamentale per qualsiasi parroco che voglia intraprendere un'attività medica o paramedica. Il pacco giace ancora qui in attesa del ritiro. Mi viene da ridere ad immaginare la sua faccia quando vedrà i capolavori che gli abbiamo regalato. Ma a caval donato non si guarda in bocca.

Io, comunque, gliela guardo sempre la bocca e mi lamento anche, se è il caso.

Mamma mia che antipatica che sono!

postato da: lofoten alle ore 08:21 | link | commenti (1)
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martedì, 11 aprile 2006

Tagazze mie

Tagazze mie. Anzi ragazze mie. Sta mmminchia di tastiera prima o poi la butterò, ma già so che non farò mai una cosa del genere, ovvero  spariranno tutti i tasti ed io dovrò digitare a memoria arrabbiandomi moltissimo. Comunque potrei usare un pennarello bianco e riscrivere le lettere mancanti. Sto attendendo la conferenza stampa di Quellolà per vedere che faccia ha. Posso anche levare l’audio, voglio solo vedere la sua faccia.

C’è stato un sole meraviglioso e mi sono distesa con Rosi sulla sabbia fine e chiara. Il mare lontano faceva sssspuuusshhhhhhhhh…sshh..sh. Ma può essere mai che non riesco a trovare una crema solare al supermercato che di solito le ha? Ho usato una protezione 10 e mi sono bruciata la faccia. Era dell’anno scorso.

Hanno gridato bastardo a Provenzano e voglio gridarlo anch’io. Sapete che i turisti tedeschi fotografavano il suo arrivo alla Questura di Palermo? Stamattina gli elicotteri ronzavano come zanzarone e hanno chiuso Piazza Indipendenza per fare passare le auto blindate. Me lo ha detto Rosi che lavora alla Presidenza e spesso si deve beccare uova marce e pomodori alle finestre anche se sono destinati al suo datore di lavoro. Fanno sit-in là sotto, ribaltano cassonetti e tirano marciume, urlano slogan osceni e bloccano il traffico. Io che passo di là per tornare a casa, devo sorbirmi un ingorgo pazzesco che mi fa gorgogliare lo stomaco dai nervi. Senza stipendio da mesi, precari a vita, disoccupati affamati. Perdo tra le viscere il significato di queste cose e impreco. Sale una delegazione o scende una rappresentanza, prendono accordi e si stringono la mano.

La prossima volta ribalto un cassonetto:

se qualcuno non mi cambia la tastiera

se vedo Quellolà che ride

se sento Fede dire ancora cazzate

se non trovo la mia crema solare al market

se mi fanno problemi con le ferie

se qualcuno prende il posto di Provenzano

se la maglia bianca mi si restringe al primo lavaggio.

 

postato da: lofoten alle ore 18:05 | link | commenti (8)
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Chi sono

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Che io possa abbracciare tutto. Che possano crescere i fiori accanto alle mie radici. Che io possa rinfrescare me stessa e gli altri dal buon sole quotidiano. Che io possa sedermi all'ombra del grande albero con lui. Che io possa vedere fiumi e torrenti scorrere verso il mare. Che possa, ancora una volta, in un volo di libellula, sfiorare con le mie ali le acque azzurre di tutti i laghi trasparenti per poi tornare ad essere albero, ramo e foglia che non cade.

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