sabato, 31 dicembre 2005

Blu negli occhi Stampa artistica

Sarà un anno fantastico...piccola Loffy

LOFFY

postato da: lofoten alle ore 17:40 | link | commenti (72)
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sabato, 24 dicembre 2005

 

BUON NATALE CON AMORE

 Santa to the stars Brady white Santa Claus, Santa Clause, Saint Nicholas, St. Nicholas, Kris Kringle, Christmas, North Pole, Real Santa Claus, Beard, Beards, Holidays, Real Bearded Santa, Père Noel, Father Christmas, Papa Natale, Jultomten, Budda Claus, Allah Claus, Santa O'Claus, Mac Santa, St. Nick, Kolya, Saint Nick, Jolly Old Elf, Chanukah Claus, Hanukkah Claus, Kriss Kringle, Santa San, The Fat Guy, The Man In The Red Suit, Parades, Sleigh, Merry Christmas, Xmas, Noel

 

Grazie. Grazie, a tutto quello che mi circonda. Persone, alberi, animali. Il giorno e la notte. Il bello e il brutto. L’approssimativo e il definitivo. Grazie a chi c’è e grazie a chi è  luce nella sera e guida,  pur non sapendolo. Grazie,  al sentimento che c’è in chi pensa di averne poco e invece ne ha tanto. Grazie per avere quello che ho, il sole e la pioggia al mattino e le coperte da tirare. Grazie,  a ognuno che è andato via e ha posato sul mio cuore una carta bianca su cui marchiare a fuoco il sentimento. Grazie,  per l’amore che provo e per l’amore che vorrei dare che è sempre poco e che mi nutre dentro. Per tutto questo sono felice.

postato da: lofoten alle ore 15:55 | link | commenti (14)
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martedì, 20 dicembre 2005

 

PROMEMORIA

gamberi 2 chili già sgusciati, per insalata russa Eli (comprarli ora che costano di meno e surgelarli, mandare un fax di prenotazione ad Elio e le Sarde Tese)

falsomagro 1 chilo io, 1 chilo Ele, 1 chilo Eli, loro con la salsa, io bianco con cipolline. Eli dice: e se poi si mangiano solo quello tuo? dammi la tua ricetta che è una vita che non lo faccio, ma io non lo faccio cosiiiiii!!

condimento pasta  lo prepara Ri, purtroppo non so come sia successo, ma si è accapparrato tutti i diritti (poveri noi, spero di non trovare qualche copyright tra i fusilli)

insalata mista un po' io, un po' Ele (Ele dovrebbe farsi assumere al reparto "Appena Operati" al Fatebenefratelli per via della sua cucina altamente insapore)

macedonia per 20 persone, ancora nessuno ha avuto il coraggio di dirlo a Mk, ma qualcosa dovrà pur fare

dolci, li portano i nonni, ricordarsi di seguirli fino in pasticceria e fingendo di nulla dire alla commessa di aggiungerne altri 2 chili (i loro soliti 500 grammi sono troppo pochi per 20 persone)

 

postato da: lofoten alle ore 20:23 | link | commenti (9)
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domenica, 11 dicembre 2005

Illuminiamoci!

 

Stamattina abbiamo comprato il lampadario per la nostra stanza.

Lo cercavamo da venti anni.

Anzi per meglio dire non lo abbiamo cercato per parecchi anni ma ogni tanto ci veniva, per così dire, la fissa del lampadario.

Abbiamo girato, credo, tutti i negozi della mia città e anche la periferia, ma non uno, dico, non uno che  piacesse a entrambi. Una volta era troppo grosso per me, troppo bianco per lui, di metallo è freddo, di carta no, questo non fa luce, non illumina, è bruttissimo ma dai, ma è di plasticaaaaa, di stoffa no che si impolvera. Poi venne il periodo della plafoniera. Stesse cose che ho scritto sopra.

Ormai ci eravamo quasi affezionati alla cara e vecchia lampadina impolverata, quando di nuovo ( la cosa evidentemente è ciclica) è tornato l’antico desiderio. Motivazione: Clik e Lusy, ovvero i miei amici romani, verranno giù ai primi dell’anno nuovo. Passi per la parete di mattonelle viola del bagno, per il mobile nero-orrido-credo-marrone del corridoio, vada per il retro della casa che si affaccia direttamente sulla roccia che quando si aprono le finestre da quel lato le mie figlie dicono ora capisco Gesù, Giuseppe e Maria, solo che e qui non ci portano i doni e poi la stella cometa dov’è. Ma la lampadina col filo che pende da vent’anni, no. Quella no.

Per questo stamattina siamo andati per l’ennesima volta da “Luce e controluce” per prendere un lampadario qualsiasi da mettere al posto dell’innominabile. Li conoscevamo a memoria tutti e indicando col dito abbiamo detto, questo! Anonimo, bianco, con venature azzurrine, di vetro opaco. Insomma una cosa che in tempi normali non avrei mai comprato. Ma tanto è una cosa provvisoria, ci siamo detti, poi cercheremo di nuovo con calma. E così punti nell'esigenza e confortati dalla provvisorità, abbiamo fatto il grande passo.

Subito è stato montato. Chi teneva la scala, chi il cacciavite, chi la pinza.

La cara e vecchia lampadina mi è stata adagiata tra le mani con tutta la sua polvere di vent’anni di stanza da letto. Ah, se potesse parlare!

Poi, tutti lì fermi a guardare, con la testa un po' di lato, l'intruso.

Cerco di guardare con gli occhi dell'ospite il lampadario che ancora ondeggia lentamente.

Mah...proprio brutto non è. Al limite si cambia, no? Che ci vuole?

Eh sì! Che ci vuole...

 

postato da: lofoten alle ore 21:04 | link | commenti (63)
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martedì, 06 dicembre 2005

Isola delle Femmine

0077

Ieri siamo usciti con Ry e Gi.
Sentivamo il bisogno di vedere gli amici, specialmente dopo gli ultimi tristi eventi.
Prima che il sole tramontasse siamo andati a Isola delle Femmine a guardare il mare.
L´isolotto, disabitato, che sorge a poche centinaia di metri dalla costa e dall’omonimo paesino, è ritrovo di gabbiani e di altri uccelli marini. Ieri pomeriggio sembrava che stessero tutti là, abbarbicati sulle rocce brulle dove appena un accenno di erbetta verde tinge il grigio chiaro della pietra. Ogni tanto un solitario spiccava il volo e con un giro in alto, come un ricognitore, e poi a bassa quota, planava basso sul mare senza toccarlo.
L´isolotto fa da spartiacque e nei giorni ventosi di maestrale, il mare si alza e le onde che vengono da un lato e dall’altro si rompono l´una sull’altra. E´ brullo, quasi uno scoglio, ma da sempre colpisce l´immaginario dei bambini soprattutto per il suo nome che evoca luoghi intrisi di femminee presenze e fantasiose storie di donne rapite.
Un occhiata con Ry e di corsa sugli scogli piatti a raccogliere l´erica marina e a guardare la risacca che scopre e poi ricopre precipizi con ritmi imprevedibili, fino a bagnare le scarpe di Ry che ride divertita. C´è un tappeto di meduse morte e altre ancora, pulsano negli acquitrini salati. Le tocco con la punta della scarpa e sono viscide e scivolose, rosse, piccole e inutili per me.
L´aria salmastra mi entra dentro e mi deterge, mentre il rumore del mare agitato è musica per le mie orecchie. Spesso ho la sensazione che nessuno riesca a condividere con me, la stessa quantità di tempo che io dedico alla contemplazione della natura. Forse dovrei andare sola in questi luoghi per poter stare liberamente seduta in un muretto per ore, senza nessuno che magari aspetta impaziente e soddisfatto che io mi stanchi. E´ che ognuno di noi ha tempi differenti di saturazione. Io non mi riempio mai, però è pressante l´esigenza di condividere ciò che mi piace con qualcuno. Devo dire per forza a chi ho a fianco, guarda che bello, struggendomi per quanto mi riempio di calore dentro.
E io ieri ero contenta di farlo anche se per poco. Ognuno seduto sul proprio scoglio a rimirare quel fragore di onde e di vento. Io e lui, in attesa che il vento cali e il mare in tempesta si calmi. Con Ry e Gi a farci compagnia.
postato da: lofoten alle ore 15:54 | link | commenti (24)
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venerdì, 02 dicembre 2005

Sono a pezzi.

Se n’è andato. Ieri era qui e ridevamo. Ora non esiste più.

Ho rabbia e tanta.

Dolore, tanto che trafigge.

Ma il mio, è niente.

Mi senti?

Mi leggi?

Ti ricordi?

Ricordi?

Biggei…Paolo. Paolo. Paolo. Paolo. Biggei. Biggei.

Laura ti abbraccia.

postato da: lofoten alle ore 17:14 | link | commenti (5)
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Chi sono

Utente: lofoten
Che io possa abbracciare tutto. Che possano crescere i fiori accanto alle mie radici. Che io possa rinfrescare me stessa e gli altri dal buon sole quotidiano. Che io possa sedermi all'ombra del grande albero con lui. Che io possa vedere fiumi e torrenti scorrere verso il mare. Che possa, ancora una volta, in un volo di libellula, sfiorare con le mie ali le acque azzurre di tutti i laghi trasparenti per poi tornare ad essere albero, ramo e foglia che non cade.

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