giovedì, 29 settembre 2005

L'ATTESA

Chissà perché quando uno non scrive sul suo blog gli altri pensano che sia lontano o che abbia qualche problema. E' semplicemente il non sapere cosa scrivere, o meglio, non riuscire a traspondere su video (o carta) i propri pensieri. Piattume creativo? Noia virtuale? Non so...L'autunno è una stagione d'attesa. E io attendo.

 

 

postato da: lofoten alle ore 15:33 | link | commenti (10)
categorie:
martedì, 13 settembre 2005

Clik e…
 
Distruggere i nidi di tartarughe e rompere le loro uova. Una bella frittata animalista per cena o una saporita carbonara con un uovo a testa e pancetta sfrigolata. Un programmino delizioso in barba a tutti gli enti per la salvaguardia della caretta caretta. Salvo poi a delimitare amorevolmente con le canne, l’incavo appena accennato, dove la tartaruga nottambula aveva deposto il frutto del suo grembo. A smentire ancora, era il suo sguardo preoccupato che seguiva il volo di un gabbiano affamato in attesa della schiusa delle piccole uova. Questo era Clik.
Mi mancano, lui, lei e Pisolo. Per venti giorni l’uno dietro l’altro, in una marcia-vacanza alla ricerca di spiagge incontaminate a cui avevamo dedicato tanti pensieri durnate l’attesa invernale.
Un’amicizia nata tra le maglie larghe del web, in una chat per camperisti. Ho sempre detto alle mie figlie di non dare mai, per nessuna ragione al mondo, nomi o numeri di telefono alla gente con cui si chatta. Non si sa mai chi c’è dietro un pc. Di solito si annidano pedofili e serial killer, ma non disdegnano le chat i pervertiti e gli schizoidi. Senza parlare poi dei commercianti di organi che nulla hanno a che fare con i sacri strumenti delle chiese. Vabbò, così detto, feci conoscenza virtuale con Clik e poco dopo ci scambiammo nomi e cognomi, numeri di telefono e indirizzi reciproci.
Decise improvvisamente che sarebbe partito con noi per la Grecia e noi accettammo la sfida.
Arrivammo nei pressi del porto di Brindisi in una tragicamente afosa mattina di un torrido luglio, dove anche il navigatore satellitare dava di testa.
 Ci aspettavano in un posteggio, ma non sapevamo quale. Oltrepassammo a passo d’uomo un campo nomadi convinti che fossero là, finché notammo lontano un piccolo assembramento di camper. Erano lì. La scritta Clik in azzurro risaltava sulla parete bianca del camper come un minaccioso saluto e sulle lamiere dei nostri mezzi stavano tatuati tutti e 38 i gradi dell’intero Tavoliere delle Puglie.
Strombazzammo ripetutamente e ci fermammo di fronte al camper di Clik.
Si aprì la porta e spuntò lui. Indossava un impermeabile color ghiaccio rigorosamente chiuso, di quelli che solo ai giardinetti pubblici puoi vedere, un po’ fuori moda e appena sopra il ginocchio e dal collo penzolava un pezzo di cartone con su scritto CLIKKINO SUGNU. Ai piedi, un paio di scarpe da tennis senza calzini.
Ci si parò davanti come un soldato americano con la sua bomba a mano, ma anziché tirare la levetta dell’ordigno, aprì improvvisamente l’impermeabile mostrando tutto ciò che aveva sotto.
Furono decimi di secondo di panico dove tutto e nulla fu detto e fatto. La storia della mia vita mi scorse davanti come un film. Leo stava già telefonando al 112 e al 113 pugliese. Le ragazze piangevano urlando “casa, casa, casa”, quando ci rendemmo conto che sotto l’impermeabile non c’erano orribili cose innominabili ma un paio di bermuda a fiori, orribili sì, ma pur sempre un paio di bermuda.
Tutto finì in risate e abbracci. Lusy tirò un sospiro di sollievo vedendo che poi sta Loffy con cui suo marito aveva chattato per tutto l’inverno non era Monica Bellocci e Leo si rilassò vedendo che poi sto Clik con cui sua moglie aveva chattato per tutto l’inverno, era simpatico sì, ma non era Gorge Cloosey. I nostri rispettivi figli fecero amicizia. Clik ci deliziò per tutto il viaggio con i suoi pezzi da cabaret. Pisolo difendeva strenuamente le mie ragazze dall’attacco furioso delle cicale greche. Sua moglie ci offriva ogni giorno caffè e biscotti e pianse il giorno dell’addio.
Fu una bella vacanza. Friggemmo tonnellate di panelle e ci scolammo litri di Amaro Averna.
Finchè un giorno incontrammo in una spiaggia desolata i Matteis. Nudi.
Ma questa è un’altra storia.
postato da: lofoten alle ore 20:38 | link | commenti (9)
categorie:

Chi sono

Utente: lofoten
Che io possa abbracciare tutto. Che possano crescere i fiori accanto alle mie radici. Che io possa rinfrescare me stessa e gli altri dal buon sole quotidiano. Che io possa sedermi all'ombra del grande albero con lui. Che io possa vedere fiumi e torrenti scorrere verso il mare. Che possa, ancora una volta, in un volo di libellula, sfiorare con le mie ali le acque azzurre di tutti i laghi trasparenti per poi tornare ad essere albero, ramo e foglia che non cade.

Commenti recenti

Strato2006 in ApiMare violaChipLap...

Archivio

oggi
maggio 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Vota Concorso Fotografico Vota Concorso Fotografico Votate queste due fotografie grazie :)

Links

animalblog
arabias
areyouthere
attivissimo
bat black onga
Bat New
bernardo p.
biggei
blog norvegese
boban
briciole
camperonline
chinaski
florescenza
gnaaammm
grande spirito
hotel messico
jameS
jaroddino
marghina
mumita
personalità confusa
piccolina mia
Stojan Norway
stratos
una persona intorno
unadelledue
via california
vipera
ziacassie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte