lunedì, 29 agosto 2005

VOIDOKILIA
 
Arrivammo all’imbrunire. Già i vapori dell’umidità erano a mezz’aria tra le basse staccionate di legno che delimitavano la laguna di Gialova e i rospi gracchiavano tra le canne di un ruscello che aveva finito di scorrere nell’afa estiva. Nelle piccole pozze rimaste, gravitavano nugoli di zanzare, libellule e bande di insetti non meglio identificati. Ogni tanto il ritmico verso di un uccello palustre faceva eco ad altri versi di non so quali animali. Il tutto, sapientemente orchestrato e diretto, era lì, mentre l’ultimo raggio di sole spariva obliquo dietro la foschia.
Eravamo soli, nel silenzio della palude che si allargava pianeggiante davanti a noi. Dietro, dune leggere e basse, celavano allo sguardo la baia di Voidokilia.
Voidokilia è una delle più belle ed incantevoli spiagge del Peloponneso. L’arenile a forma di falce è delizioso, anche quando i bagnanti lo prendono d’assalto. Nel pomeriggio, prima del tramonto, il luogo si svuota e restituisce la sua verginità a chi ne vuol godere.
Parcheggiammo il camper in un ampio sterrato e mi avviai tra le canne verso il sentiero di sabbia che conduceva alla spiaggia. Era splendida e magica. La mezzaluna di sabbia bianca correva da una scogliera a picco sul mare fino ad una rupe dove sorgeva, secondo il mito, la grotta di Nestore. Qui Ermes nascose le vacche che aveva rubato a suo fratello Apollo. Ermes pentito, gli offrì una lira fatta con il guscio di una tartaruga marina. Se si ha un po’ di fortuna si possono vedere le caretta caretta che escono dall’acqua per venire a deporre le loro uova proprio qui, verso le dune. Di solito, poi un addetto delimita il nido con le canne e la piccola area diventa sito da immortalare nel pieno rispetto per quello che contiene.
L’acqua della baia era cristallina, tiepida e immobile. Tra le due punte, lontano, ruggiva appena lo Jonio nella luce grigia della sera appena inizata. Mi sedetti su una piccola duna respirando piano, godendo immensamente del silenzio assoluto. Guardando verso ovest mi accorsi che Venere era più brillante che mai. Andai a dormire sul mio camper felice ed appagata da tutto questo. Fu una notte bellissima.
 
postato da: lofoten alle ore 18:09 | link | commenti (2)
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martedì, 16 agosto 2005

SONO TORNATA Ehi! Lettoriamicimieicarissimi! Sono tornata e indovinate dove sono? Ma braviiiiiiiiiiiiiiii! SONO NEL MALEDETTO POSTO CHE MI NUTRE, CHE MI VESTE, CHE MI FA VIAGGIARE ecc., ovvero per chi ancora stesse dormendo, nello squallido ufficio. Devo carburare, devo carburare... Già penso alla prossima estate e al mio futuro viaggio. DEVO CARBURARE... Sono le 8 del mattino del 16 agosto. No, dico...
postato da: lofoten alle ore 07:02 | link | commenti (5)
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Che io possa abbracciare tutto. Che possano crescere i fiori accanto alle mie radici. Che io possa rinfrescare me stessa e gli altri dal buon sole quotidiano. Che io possa sedermi all'ombra del grande albero con lui. Che io possa vedere fiumi e torrenti scorrere verso il mare. Che possa, ancora una volta, in un volo di libellula, sfiorare con le mie ali le acque azzurre di tutti i laghi trasparenti per poi tornare ad essere albero, ramo e foglia che non cade.

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