venerdì, 24 giugno 2005

Canta.
 
Canta.
In questa  taverna
Come quella volta che stanchi e ubriachi
Parcheggiammo i nostri resti sulla banchina
Neanche un cane ad applaudire e che dire…
Solo un biglietto Palermo-Genova svolazza sul molo Santa Lucia.
Di fronte, i gabinetti spenti
pieni di umanità persa che nel buio si ritrova.
Canta
che Dario il ragioniere ora si veste ed esce a guardare.
Canta.
In questa taverna.
Odore di sugo e di amanti disfatti
che al piano di sopra cercano il caldo.
Zitti, fanno piano per non farsi sentire
e non vogliono neanche coprire questo tuo canto.
Anche gli applausi
da sotto i cartoni
di qualche negletto
e ora si è accesa anche la luce nel gabinetto.
Escono tutti
col cuore rigato e lo sguardo abbassato.
Umanità persa
che nel buio si ritrova
sente il tuo canto
che avvolge la sera,
perde il traghetto che non è ancora passato.
Canta.
In questa taverna del porto.
Tra poco si mangia ed io voglio sentire,
sono solo un passante
che si è perso nel nero,
voglio solo sentire
cosa fa rima con questa vita,
fai presto,
fra un po’ scenderanno anche i due amanti,
la loro nave è partita,
questa giornata è finita.
postato da: lofoten alle ore 21:20 | link | commenti (7)
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lunedì, 13 giugno 2005

Quel quarto d’ora che…
 
Ciao Pippo , mi dici quante ferie mi sono rimaste, per favore?
Subito… 8, sì otto.
Ok, grazie, ciao Pippo.
Pronto, ciao, sono Clara, come va? Tutto bene?
Sì Clara ok, e tu?
Bene, bene. Senti un po’, ti rimangono 4 giorni di ferie.
Quattro giorni? Ma se Pippo mi ha detto che me ne rimanevano otto!
Le tue istanze son qui, è facile far il conto, non son tante sai. Pippo ha sbagliato.
Ma io ero convinta, secondo il mio conto di averne 7 o 8, e tu mi dici addirittura 4?
Ne hai fatta una di 10, una di 4 e un’altra di 10, è semplice, ne abbiamo a disposizione 28 e te ne rimangono 4, da prendere entro giugno.
Il mondo mi crolla addosso.
Vabbè, domani salgo e guardiamo insieme ste domande.
Subito faccio i gradini e due a due ed entro nel regno del gruppo personale.
Lei sta lì, coi capelli arancione come la sua epidermide, il rossetto arancione come i suoi capelli e le unghia laccate dello stesso colore. Ha l’incartamento col mio nome e gli occhiali sulla punta del naso le conferiscono un’aria assolutamente provvisoria.
Vedi?
Continua nel suo delirio matematico che non seguo.
Ad un tratto mi illumino e scopro l’inghippo che non sto qui a spiegare.
Glielo faccio notare che lo sbaglio è suo.
Ma scusate, dimenticate sempre di fare l’altro modulo ed io il conto lo faccio su moduli sbagliati!
Spiegazione incomprensibile anche per me. Vado via di corsa maledicendo tutto il gruppo personale per  il mio quarto d’ora perso.
Sapete cosa è significato per me il quarto d’ora perso?
Ho trovato il mio solito posticino dove fanno i pezzi di rosticceria più buoni e più mignon in assoluto, chiuso.
Ho incrociato un maniaco che mi ha detto “i tuoi piedi mi fanno impazzire”.
Si dice che a volte anche un minuto ti salva la vita o te la toglie.
A me ha destinato un’insalata verde e la convinzione che ancora qualcuno mi fa apprezzamenti per strada. Anche se era un maniaco.
postato da: lofoten alle ore 20:26 | link | commenti (4)
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giovedì, 09 giugno 2005

REBY DOVE SEI?
http://omiodiosonomamma.splinder.com/
 
Nessuno sa dove sia. Non posta più dal 10 aprile, la mammina che racconta la sua storia di madre nubile con un bimbo di 2 anni. Sono passata dal suo blog per caso e mi è sembrato di entrare in un film dell'orrore.
Post leggeri e amorevoli con commenti gioiosi si susseguono incastonati tra tante fotografie di volti felici. Diari giornalieri di fatiche di genitrice sola, confortate da un gioiello di bimbo che incanta tutti con i racconti delle sue prodezze infantili in evoluzione.
  • Bellissimo post di mamma innamorata persa del suo piccolo...come ti capisco è così bello vedere i progressi che fanno ogni giorno...Vi abbraccio...”
  • Ciao! E' bellissima l'idea di un blog che cresce passo passo con tuo figlio, davvero. Penso che ti aggiungerò ai miei link, se non ti dispiace. Penso proprio che tornerò a farti visita!
  • che spettacolo che è diventato il tuo cucciolo! mi ricordo di quando un anno fa venivo più volte al giorno per vedere se c'erano novità...ora è bellissimo vederlo così grande e in forma! Un bacione ad entrambi!
  • Sempre più bello il piccolo principe e anche Birba si scioglie nel suo sguardo!
    Anche noi toglieremo il pannolino con la primavera....
53 commenti tutti sullo stesso tono. Simpatia e affetto traboccano, lei non risponde.
Dal 54° è tutto un susseguirsi di domande che via via diventano sempre più angoscianti.
  • Tutto bene?
  • quando torni Reby????
    Ci manchi tanto....
    un abbraccio al tuo cucciolo...
  • Ascolta tata, tu lo sai che a noi vecchi lettori del tuo blog viene un po' l'ansia quando non scrivi da un po'...? Lo sai vero? :-) Bacio e state bene CV
  • ciao Reby,
    è tanto che manchi...guardo tutti i giorni se aggiorni le pagine con le imprese di Thomas e le novità riguardo all'amore...mi mancano...mi manca la tua simpatia, il tuo coraggio nel prendere tutto quello che ti circonda con profonda simpatia...spero che i tuoi pensieri arrivino presto...che tu sia ancora tra noi...che le cose vadano bene, che il silenzio che c'è, voglia soltanto dire che sei presa e non riesci a star dietro a tutto ma che le cose vadano per il meglio. Spero così che anche P. ti sia sempre accanto...forse le cose si affrontano in modo diverso se qualcuno accanto a te ti sostiene...ti abbraccio forte..
L’86 commento è il mio.
  •   Sono nuova di qui, passata per caso. Letto quasi tutto. Il tuo ultimo post è di aprile e siamo a giugno. Sta venendo l’ansia anche a me.
Riprendono gli interrogativi angoscianti.
  • Tutto ok?? Nessuno sa niente?? Torna, ti prego!
    Dacci tue notizie! Un bacio, Eli
Qualcuno finge di non essere preoccupato e quasi rimprovera.
  • ti sei stufata di tenere un blog? se torni a scriverci fammelo sapere perchè questo blog mi piace...
Si cerca di essere ottimisti.
  • un vecchio proverbio dice "nessuna nuova, buona nuova"...un bacio a te e al bimbo :)
I giorni passano e siamo al 6 giugno.
I timori aumentano.
  • Possibile che nessuno riesca a contattarla al di fuori del blog?
    Solo x sapere se va tutto bene....
  • bimba noi siamo preocupati, ci ricordiamo l'ultima volta che sei mancata per mesi.
    io con i due nipoti (4 e 1.5 anni) saro' in valle dal 16 al 25 luglio. se ti va di incontrarci se mi scrivi a info@xxxxxxx.com ti do il numero del cell. ho provato a scriverti ma la mail risulta chiusa e io mi preocupo sempre di piu.
    facci sapere qualcosa
Siamo all’ultimo. Davvero disperato.
  • SE QUALCUNO RIESCE A CONTATTARLA IN MANIERA DIVERSA CHE DA QUI, LO FACCIA.
    IO NON SO NEMMENO ESATTAMENTE LA CITTA' IN CUI SI TROVA.

    SIAMO TUTTI PREOCCUPATI…E' TROPPO TEMPO CHE NON SCRIVE...ASPETTIAMO NOTIZIE.

    TI PREGO REBY SCRIVI...
    UN BACIO
E’ il 99° commento. Del 9 giugno.
Sono scomparse anche le fotografie.
postato da: lofoten alle ore 18:13 | link | commenti (13)
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martedì, 07 giugno 2005

LAVORO DI FRONTE AL PORTO
Lavoro di fronte al porto. Stacco gli occhi dal computer più spesso di quanto non sia necessario per un sano riposo degli occhi e della mente. Dalla mia postazione a norma vedo una bella fetta di cielo azzurro e le gru del porto che azzurre si stagliano nel celeste del cielo. Sono davvero alte e imponenti e alla luce rossastra e radente del tramonto riescono ad essere realmente belle.
Non vedo il mare da qui perché è nascosto da una bassa costruzione di un tizio che vende mattoni e pedane di legno e dal muro di cinta del porto alto quasi tre metri. Ma arrivano i suoni e gli odori del porto. Odore di mare e di nafta, di navi e scarichi, fumi e corde bagnate. Una mescolanza che seppur nella sua mistione variegata sconcerta molti, a me sembra un profumo, e lo è, ne sono convinta. Il clangore delle gru, i rumori della vita frenetica del porto e le voci alte degli operai al lavoro a volte superano il ticchettio dei tasti. Sono al primo piano e tutto mi arriva in diretta, anche la voce di non so chi che gracchia dall’altoparlante di una nave comunicazioni, avvisi e richiami.
Vite in vacanza, vite in attesa d’imbarco sui traghetti pulsanti, vite tra quelle degli altri che si spezzano la schiena, vite tra quelli che ti dicono benvenuti sulla Excelsior, prego in posa per la foto ricordo. Un miscuglio anche qui di pelle, di etnie, di fragranze e di sudore umano. Vedo dalla mia postazione la gente che si accalca sul ponte della Ignazio Florio. Salutano contenti chi sta giù e posso scorgere i loro larghi sorrisi. Gli addetti ai lavori graduati vanno avanti e indietro e coi loro indumenti bianchi quasi fanno da sfondo indistinguibile sulla parete, non fosse che per quella sana abbronzatura che spicca da lontano.
Nonostante il gracidare delle mie colleghe su problemi sindacali e sul mancato rinnovo del contratto di lavoro, riesco ad isolarmi (sono un’isolana e mi viene facile) e faccio un giro metaforico prima di lasciare agli ormeggi la mia immaginazione.
All’ingresso della grande poppa, la motonave inghiotte TIR, camper, auto e moto in una gioiosa ingordigia estiva che contrassegna un po’ tutto. Perfino gli addetti allo smistamento traffico sembrano contenti. Con le grosse mani fanno grandi cenni. “di quaaaa, pregooooo da questa parteeeeeee signo’!!” Poi, chi parte sale sulla tolda e guarda giù, saluta e manda baci eccitato nella gioia della vacanza, chiede informazioni sull’orario di partenza e arrivo, a che ora si mangia, se bisogna iscriversi per il tiro con l’arco. Chi torna a casa, ha l’aria di chi ha visto tanto e troppo, chiuso nei parei da souvenir, cerca subito la sua cabina e magari lo vedi solo all’ora di pranzo, imbandanato e imbronciato nella sua orgogliosa tintarella che perderà prestissimo.
Ma ecco un’idea improvvisa, quasi una necessità. Salgo di corsa a due a due i gradini e in un batter d’occhio mi ritrovo al terzo ed ultimo piano del palazzo nobiliare dove lavoro. Poca gente. Tutta indaffarata tra carte e computer telefoni e fax. Sguscio fuori nella bella terrazza con le maioliche verdi, col sole che mi brucia gli occhi e li saluto. Mi sbraccio con la stessa enfasi come se lassù sul ponte ci fosse mio fratello. Agito le braccia e scandendo il ritmo con piccoli saltelli mi esibisco come in una step dance improvvisata. Voglio immaginare che quei saluti siano anche per me, per una poveretta che saluta da un ufficio di fronte al porto gente sconosciuta. La consapevolezza di ciò mi allarga l’anima, mi fa ridere il cuore, mi ossigena il sangue. La nave salpa e accompagnata dai rimorchiatori lascia la banchina. Agitano cappelli e fazzoletti e rimango incantata nel guardare i loro vestiti colorati che svolazzano nell’aria calda. Un arcobaleno di persone, un serpentello variopinto che più la nave si allontana più forte si sbraccia. E io rimango là. Con il sorriso a bocca larga a contemplare il luccichio del mare che si taglia sull’onda piatta e larga lasciata dalla poppa, finché la nave scompare alla mia vista. Gli altri, tornano alle loro auto e io posso sentire il rumore secco degli sportelli che sbattono. Alcuni si girano come per assicurarsi che la nave non sia tornata indietro, altri frettolosi e a passi svelti prendono la via d’uscita senza voltarsi.
Scendo al primo piano e torno al mio pc in stand by, muovo appena il mouse e sul desktop appare un mare di smeraldo e di cristallo che lambisce una lingua di sabbia candida.
Le mie colleghe ora parlano di assemblea permanente e si domandano tra loro “chi vuole mettere 50 centesimi per lo striscione?”
Fuori, il clangore delle gru termina, la sirena suona il mezzogiorno, gli operai aprono i loro pacchetti e all’ombra del muro di cinta bevono bibite gelate. Uno alza il bicchiere come in un brindisi a distanza nella mia direzione, e sorride. Abbasso la testa, riordino le carte, lancio i 50 centesimi alla mia collega e col viso che mi si imporpora e con la lingua di cartone mi tuffo in una pagina word.
…per motivi amministrativi, si chiede di volere cortesemente confermare ricezione della presente.……….
Ma ho sete e fame anch’io.
 
postato da: lofoten alle ore 14:21 | link | commenti (9)
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Che io possa abbracciare tutto. Che possano crescere i fiori accanto alle mie radici. Che io possa rinfrescare me stessa e gli altri dal buon sole quotidiano. Che io possa sedermi all'ombra del grande albero con lui. Che io possa vedere fiumi e torrenti scorrere verso il mare. Che possa, ancora una volta, in un volo di libellula, sfiorare con le mie ali le acque azzurre di tutti i laghi trasparenti per poi tornare ad essere albero, ramo e foglia che non cade.

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